
Il 10 luglio 2026 si è svolto a Candiolo il Biochatr Day Piemonte, organizzato dal Progetto IDEA in collaborazione con ICHAR, l’Associazione Italiana Biochar. Riportiamo di seguito alcuni dei temi presentati e delle riflessioni emerse durante la giornata svoltasi presso il Bosco Le Risere.
Dal punto di vista scientifico, il biochar è una sostanza carboniosa, altamente porosa, molto stabile e resistente alla decomposizione biologica. Si tratta di carbone vegetale ottenuto attraverso il processo di pirolisi, una sorta di “combustione” in assenza di ossigeno di biomasse vegetali di scarto, riscaldate a temperature tra 400° C e 900° C.
Le interessanti proprietà agronomiche del carbone vegetale furono scoperte originariamente dalle civiltà precolombiane dell’Amazzonia tra i 600 e i 2.400 anni fa, che interrando il carbone per migliorare suoli originariamente molto poveri e soggetti a forte dilavamento, crearono la celebre “Terra preta dos Indios”, terreni fertilissimi che conservano ancora oggi alte concentrazioni di carbone vegetale poco alterato.
Oggi il biochar rappresenta una delle più promettenti strategie a emissioni negative per mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Durante il normale ciclo del carbonio, le piante assorbono CO₂ dall’atmosfera tramite fotosintesi; quando muoiono e si decompongono, quasi tutto il carbonio viene reimmesso nell’atmosfera. La pirolisi permette invece di bloccare in una forma estremamente stabile e duratura gli atomi di carbonio, interrompendo questo ciclo e impedendo la dispersione del carbonio in atmosfera. Questa rimozione permanente (Biochar Carbon Removal o BCR) è oggi ufficialmente integrata nelle metodologie di certificazione della Commissione Europea.
In un contesto in cui il cambiamento climatico minaccia la produttività agricola globale – con proiezioni di perdite di resa entro il 2100 che sfiorano il 22% per il mais, e la siccità responsabile del 34% delle perdite agricole globali – il biochar si propone come possibile soluzione per aumentare la resilienza dei sistemi agricoli.
Grazie alla sua struttura altamente porosa, il biochar agisce come una vera e propria spugna nel suolo. Enumeriamo di seguito alcuni dei principali benefici agronomici del biochar:
Le applicazioni del carbone vegetale sono numerosissime, da additivo alimentare a materiale per l’isolamento nell’edilizia o utile ad assorbire sostanze organiche volatili maleodoranti.
La diffusione del biochar su larga scala in Italia e in Europa è oggi supportata da un quadro normativo, fondamentale per dare fiducia ad agricoltori e decisori politici. Dal 7 gennaio 2020, con il Regolamento UE 2019/2164, il biochar è stato ufficialmente ammesso in agricoltura biologica a livello europeo. In Italia, il Decreto del 10 ottobre 2022 del Ministero dell’Agricoltura ha definitivamente inserito il biochar nell’allegato dei fertilizzanti consentiti nell’agricoltura biologica nazionale, fissando parametri di sicurezza molto severi, tra cui un limite massimo per gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA16) ancora più restrittivo di quello europeo (4 mg/kg s.s. contro i 6 mg/kg della normativa UE). Disporre di regolamentazioni serrate e sistemi di controllo è la migliore garanzia per trasformare lo scarto di oggi in una risorsa certificata e sicura.